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SIMCA 1300 / 1301 SPECIAL – (1963/1975) – Francia

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Simca 1300 1301 Special

simca 1300

La Simca 1301 Special appartiene a quella categoria di vetture che, pur con un prezzo di acquisto piuttosto contenuto (Lire 1.190.000 IGE e trasporto compresi), erano in grado di dare prestazioni buone. In linea soprattutto con le esigenze del traffico autostradale dell’epoca: si tratta di un’evoluzione della “1300” presentata nel 1963, ed è nella sua struttura e nella impostazione stilistica, identica, a parte qualche variazione, alla ” 1501 ” del 1969. Della versione iniziale della “1300” è rimasta l’architettura generale, però la linea ha avuto varie modifiche, intese a renderla più moderna e attuale, e il suo motore è più potente.

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Verisone Berlina e Tourist 1974

Esso è montato anteriormente, con trazione sulle ruote posteriori. Si tratta di un gruppo a 4 cilindri in linea con albero a camme laterale di 1290 cc. sviluppante una potenza di 70 CV a 5400 giri/min. Cambio a 4 velocità. Freni a disco all’avantreno senza servofreno e a tamburo al retrotreno con limitatore di frenata. Velocità massima dichiarata 150 Km/h. 

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Simca 1300

Esternamente, le linee della 1300 appariva votata alla semplicità: disegnati da Mario Revelli di Beaumont e dalla sua équipe di designers, i tratti del modello ribadì quel concetto di semplicità inaugurato a suo tempo con la 1000 e quell’orientamento stilistico ben presto battezzato Horizon. La vettura appariva moderna per l’epoca, anche se non di certo rivoluzionaria: la carrozzeria a tre volumi era di tipo classico, con un frontale caratterizzato da gruppi ottici tondi leggermente sporgenti sopra la linea principale del cofano; quest’ultimo era leggermente spiovente e terminava in corrispondenza di una calandra a feritoie orizzontali tagliate in tre parti da altrettanti listelli verticali.

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La fiancata rivelava una linea di cintura piuttosto bassa per privilegiare l’ampiezza delle superfici vetrate e conferire così maggior luminosità all’interno dell’abitacolo. I deflettori alla porte anteriori erano mobili, mentre quelli posteriori erano fissi e la zona sottoporta era sottolineata da una modanatura cromata. La coda era anch’essa di disegno più moderno rispetto alla Aronde: l’unico elemento stilistico che poteva in qualche modo suggerire una sorta di punto d’incontro con il precedente modello stava nel lievissimo accenno di pinne, appena visibile, che le vetture ancora proponevano. I fari posteriori erano invece ripresi pari pari da quelli delle prime Simca 1000.

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L’abitacolo era particolarmente luminoso grazie allo studio accurato dell’ampiezza delle superfici vetrate, che nella 1300 arrivavano a ricoprire ben 2,158 m². Anche lo spazio a disposizione degli occupanti era di buon livello, così come di buon livello era il comfort a bordo grazie ai comodi sedili rivestiti in tessuto, che oltretutto offrivano rare doti di regolabilità longitudinale, sia quelli anteriori che quelli posteriori.

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L’unico appunto al comfort era dato dalla scelta del ponte rigido posteriore che si faceva sentire nei fondi sconnessi. L’accesso all’abitacolo era facilitato dall’apertura a 90° delle portiere, mentre lo spazio nel divano posteriore era ottimizzato per mezzo di una specifica progettazione del tunnel e dell’albero di trasmissione.

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Semplicità e razionalità anche nel posto guida: la plancia era in plastica nera antiriflesso nella zona superiore, mentre riprendeva il colore della carrozzeria nella zona inferiore. Il cruscotto era costituito in pratica dal solo tachimetro, a cui si aggiungono il contachilometri parziale e quello totale. Completano il quadro i due bocchettoni per la ventilazione e la plafoniera per l’illuminazione interna, nonché un furbo sistema di illuminazione dei vani portaoggetti, molto particolare all’epoca. Apprezzabile anche la capienza interna del bagagliaio, pari a 340 litri. B0093

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Articolo in collaborazione con: http://curiosando708090.altervista.org




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