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LAMBORGHINI JOTA – (1970) – Italia

Lamborghini Jota

Lamborghini Jota

La Lamborghini Miura è una vettura sportiva prodotta dalla Lamborghini tra il 1966 e il 1973. Presentata al Salone dell’automobile di Ginevra del 1966, La Miura P400 fu un successo senza precedenti. La vettura lasciò senza fiato tutti i visitatori facendo invecchiare di colpo tutte le supercar dell’epoca e dando l’inizio ad una nuova era nel settore delle automobili sportive

Il Sound di una Jota replica – Clicca Sopra

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Bob Wallace collaudatore Lamborghini

Nel 1970 il collaudatore della casa Bob Wallace ricevette l’incarico di sviluppare una versione da competizione della Miura. Wallace utilizzò come base una Miura S (telaio N°5084) utilizzata per i test che aveva già percorso 20.000 km. Sostituì il telaio con uno più rigido, fabbricato appositamente in lamiera ed elementi tubolari, su cui vennero montate sospensioni Koni da competizione e freni a disco auto ventilanti. Sul motore vennero installati quattro carburatori Weber 46 IDL e il rapporto di compressione fu aumentato da 10,4:1 a 11,5:1. In questo modo la potenza massima raggiunse i 440 CV a 8500 giri/min.

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Esemplare Lamborghini Jota 1970

Buona parte della carrozzeria venne rimodellata con pannelli in Avional, le griglie sugli sfoghi del radiatore rimosse e i finestrini in vetro sostituiti con elementi in plexiglas, il tutto per ridurre il peso dell’auto fino a 890 kg, 150 in meno della Miura S. Esteriormente era riconoscibile per i passaruota posteriori allargati (per far posto a ruote larghe 12 pollici), per i due grossi baffi anteriori che aumentavano la deportanza e per i fanali incassati coperti da calotte in perspex.

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La “cura Wallace” riduce il peso della Jota a 880 kg., 170 meno della “S” . La più potente delle Miura è equipaggiata con cerchi Campagnolo e speciali gomme ribassate Dunlop.

In ossequio alla tradizione della tauromachia, cui la Lamborghini era molto legata, la vettura fu battezzata Jota, ovvero la pronuncia spagnola della lettera J (nel regolamento F.I.A. l’allegato J stabilisce le specifiche delle auto da competizione). In realtà, vista la tradizionale avversione di Ferruccio Lamborghini per le gare, l’auto divenne un laboratorio su cui sviluppare soluzioni destinate ai futuri modelli stradali. Molti particolari della Jota furono infatti trasferiti sulla successiva Miura SV lanciata nel 1971.

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Finito il periodo di sperimentazione l’auto venne venduta ad un privato ma finì distrutta in un incidente stradale. Successivamente, su richiesta dei clienti, la Lamborghini modificò alcune SV con specifiche simili alla Jota. Queste auto erano identificate con la sigla “SVJ”. I numeri di telaio delle Miura modificate in fabbrica sono 4860, 4934, 4990, 5090 e 5100.

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Altre Miura furono modificate da officine esterne, a volte con la collaborazione di dipendenti ed ex dipendenti Lamborghini. Concordemente alla volontà di Ferruccio Lamborghini, nessuna Miura pertecipò mai ufficialmente a competizioni di velocità. Le poche apparizioni sui campi di gara si dovettero a piloti privati, i più celebri dei quali erano Gerhard Mitter e Marcello Gallo.

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Oltre alle 12 repliche ufficiali, denominate SV-J e non all’altezza dell’originale la Jota, costruita in un solo esemplare distrutto e mai recuperato, vive soprattutto nella leggenda: quella della Miura più potente, un auto straordinaria che non è mai scesa in pista pur avendone le capacità. b355

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Testo tratto e modificato: https://it.wikipedia.org/wiki/Lamborghini_Miura

Articolo in collaborazione con : http://curiosando708090.altervista.org

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