Fiat 500 TOPOLINO icona di un’epoca – (1936/1955) – Italia

Fiat 500 Topolino

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La Fiat 500, meglio conosciuta come “Topolino“, è un’automobile utilitaria della casa torinese, prodotta dal 1936 al 1955.

La Fiat 500, popolarmente chiamata “Topolino”, è senza dubbio fra le automobili italiane più famose. Nel 1930 Benito Mussolini aveva convocato il senatore Giovanni Agnelli per informarlo della “inderogabile necessità” di motorizzare gli italiani con una vettura economica, che non superasse il costo di 5 000 Lire.

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Fu un’idea di grande impatto propagandistico che Adolf Hitler, non appena eletto Cancelliere del Reich, si affrettò a copiare convocando Ferdinand Porsche ed intimandogli di realizzare un’automobile dal costo non superiore ai 1 000 marchi, quella che sarebbe divenuta famosa in Italia con il nome di Maggiolino.

La Fiat 500 Topolino

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Dante Giacosa con le sue creazioni

Dante Giacosa nel 1933 prese le redini del progetto e dopo mesi di febbrili disegni e calcoli ne uscì una copia in dimensioni ridotte della “Balilla”. Introdusse innovazioni tese a risparmiare peso e costi: il radiatore era sopra il motore per risparmiare la pompa dell’acqua, secondo il principio che l’acqua calda va in alto e quella fredda in basso (circolazione a termosifone); il telaio aveva due travi a V dall’anteriore al posteriore; il motore a 4 cilindri aveva valvole laterali. Ulteriori elementi di risparmio nella progettazione del motore furono l’alimentazione della benzina a gravità (eliminazione della pompa d’alimentazione) e la lubrificazione con una rudimentale pompa dell’olio avente mera funzione di portata, col lubrificante distribuito ai vari organi meccanici per sbattimento, ovvero dal movimento degli organi stessi.fiat 500 topolino

La dirigenza FIAT, soddisfatta, autorizzò la realizzazione di prototipi della “500”.

Il debutto

Il prototipo definitivo fu collaudato su strada, il 7 ottobre 1934, da Giacosa e Fessia che si alternarono alla guida sull’accidentato percorso Torino – Ivrea – La Serra – Vestigné – Borgomasino – Cigliano – Torino, percorrendo molti chilometri di strade sterrate per testare le sospensioni. Nell’ultimo tratto autostradale, raggiunsero la velocità di 82 km/h.

Per la nuova vettura era stata scelta la denominazione “Fiat Topolino”, sull’onda del successo che l’omonimo personaggio, ideato da Walt Disney, aveva ottenuto in Europa. Poco prima della messa in vendita e in seguito alle “inique sanzioni”, alcune indiscrezioni giornalistiche ventilarono il nuovo nome di “Fiat Ginevra”. Il 10 giugno 1936, a Villa Torlonia, la nuova “ultra utilitaria” fu presentata al Duce e alla Stampa, svelando la denominazione definitiva di “Fiat 500”.

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Fiat 500 C Belvedere inserti in lamiera

Il 15 giugno 1936 fu posta in vendita la Fiat 500 (ribattezzata “500 A”, progenitrice delle “500 B” e “500 C”), sin dalla sua apparizione popolarmente chiamata ugualmente “Topolino”. Una vetturetta modesta per tecnica e prestazioni, il cui prezzo era di 8 900 lire: venti volte lo stipendio medio di un operaio specializzato e ben oltre le preventivate 5 000 lire. Nel 1936 Porsche aveva già realizzato i prototipi definitivi della “Maggiolino” messa in “prevendita” a 990 Marchi, cinque volte lo stipendio di un operaio specializzato.

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Tuttavia, grazie alla “fame di automobile degli Italiani”, la Fiat 500 riuscì ad avere un discreto successo. Infatti, nell’Italia del 1936 circolavano solo 222 000 automezzi (di ogni tipo, compresi quelli pubblici e militari) per oltre 42 milioni di abitanti, un veicolo ogni 200 persone. Un rapporto dieci volte inferiore a quello della Francia e quaranta volte inferiore a quello degli Stati Uniti nello stesso anno.

La Fiat 500 Topolino B

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Nella primavera del 1948 fu presentata la “500 B”, piuttosto simile alla precedente ma con sostanziali modifiche tecniche. Il motore aveva una nuova testata in ghisa con valvole in testa comandate da aste e bilancieri e aumentato nella potenza a 16,5 CV (pari a 12,1 kW), che consentiva una velocità massima di 95 km/h e consumi inferiori.

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Fortemente rivista anche la parte telaistica con molte piccole migliorie e con l’adozione della barra trasversale stabilizzatrice posteriore e degli ammortizzatori idraulici telescopici sulle quattro ruote. Il comfort invernale risultò migliorato dall’adozione dell’impianto di riscaldamento, su richiesta.

Novità

La novità più importante e gradita fu l’introduzione della versione “Giardiniera” che proponeva una piccola familiare con quattro posti e un portellone posteriore, che dava accesso al considerevole vano di carico, aumentabile tramite il ribaltamento in avanti dello schienale posteriore.

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La nuova versione, che riproduceva in formato ridotto la geniale soluzione di “carrozzeria funzionale” ideata nel 1946 da Mario Revelli per la Carrozzeria Viotti, era caratterizzata da lussuose fiancate realizzate con listelli di frassino e masonite, sullo stile delle woodie americane e poteva essere impreziosita con tinte metallizzate. La “Giardiniera” fu la prima automobile al mondo di tipo station wagon costruita in grande serie.

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Giardiniera inserti in legno

Il termine originale “Giardinetta” non si poteva utilizzare perché depositato dalla Carrozzeria Viotti e si scelse il termine “Giardiniera” che oltre ad avere assonanza con la fuoriserie di Viotti, riprendeva l’omonima denominazione dei carri sui quali gli ortolani trasportavano ai mercati i loro prodotti, ancora in largo uso nel primo miserabile dopoguerra.

La “500 B” rimase in produzione per poco più di un anno, con oltre 21 000 esemplari costruiti.

La Fiat 500 Topolino C

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Prodotta a partire dal 1949, la “500 C” fu il 100º modello di autovettura FIAT. Per sottolineare le importanti innovazioni tecniche, fu deciso un rifacimento della carrozzeria per renderla più moderna. Il frontale fu modificato incassando i fari nei parafanghi; dalla coda scomparve la classica ruota di scorta a vista, tipicamente anteguerra.

Dal punto di vista tecnico fu abbandonata la ghisa per la testata, sostituita con l’alluminio. Per unificare la produzione, la versione “Berlina trasformabile” fu resa di serie, mentre la berlina con tetto in lamiera si poteva avere a richiesta, con lunghe attese.

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Nel 1951 la “Giardiniera Legno” abbandonò le fiancate in legno e faesite, costruite a mano dalla Sezione Carrozzerie Speciali, in favore della “Belvedere”, con nuovi lamierati metallici realizzati a stampaggio. L’innovazione portava grandi vantaggi dal punto di vista pratico e le vendite aumentarono considerevolmente. La produzione della “Topolino Berlina” cessò nel 1954, lasciando il posto alla Fiat 600, mentre quella della “Belvedere” si protrasse a tutto il 1955. B0129

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