FIAT DUNA …. il flop di successo – (1985/2000) – Italia

Fiat Duna

Fiat Duna

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E’ bene essere chiari …. non piaceva ma ne hanno vendute un sacco in tutto il mondo.

FIAT DUNA

La Fiat Duna (in Europa e Argentina; Fiat Prêmio in Brasile, Colombia e Ecuador; Fiat Premio in Venezuela) è un’automobile berlina del segmento B prodotta dalla casa automobilistica italiana FIAT in Sudamerica dal 1985 al 2000. Fu importata anche in Europa tra il 1987 e il 1991.

Fiat Duna

Disegnata dal Centro Stile Fiat di Torino, prodotta da Fiat Automóveis S.A. nello stabilimento di Betim (Brasile) e da Sevel S.A. a El Palomar(Argentina), fa parte insieme alla Fiat Uno dalla quale deriva del progetto FIAT 146.

Si distinse fra la concorrenza per il suo spazio interno rapportato all’ingombro esterno, il suo comfort e la sua robustezza. Con un Cx di 0,34 era una delle auto più aerodinamiche del segmento per l’epoca.

Fiat Duna – Storia

La FIAT, presente in Sudamerica dal 1976, si trovava nei primi anni ’80 a dover rinnovare la propria gamma di modelli.

Fiat Duna

Come primo passo si decise di iniziare a costruire dal 1984 la nuova Uno lanciata l’anno prima con successo in Europa rivista, come accaduto per la 147, con la quale condivide diverse soluzioni nell’assetto: le sospensioni anteriori sono classiche MacPherson con molle disassate mentre le posteriori sono a bracci trasversali inferiori uniti da una balestra che svolge anche la funzione antirollio. Esteticamente invece l’auto rimase pressochè invariata,

La nuova Uno fu accolta anche qui con un successo travolgente (in questa particolare forma costruita in Brasile verrà conosciuta anche in Europa nel 1989 grazie all’importazione dell’allestimento CS, intermedio fra la base e la top di gamma, come alternativa economica alla Uno seconda serie) ma a questo punto la FIAT peccava ancora nel mercato sudamericano delle berline tre volumi e familiari, dominato dalle Volkswagen Passat e Opel Ascona C,

Il progetto

Fiat Duna

A Torino si decise quindi, per una non indifferente economia di progettazione e di scala, di realizzare un nuovo modello partendo dalla neonata Uno potendo quindi utilizzare le stesse linee di montaggio brasiliane senza crearne o importarne di nuove dall’Italia per un altro modello totalmente differente, condividendo anche la quasi totalità dei pezzi di ricambio. Così, dopo qualche mese di sperimentazione stilistica e collaudi, nel 1985 la Prêmio era già pronta a debuttare.

Fiat Duna

Si tratta in sostanza di una Uno con al posteriore un lunotto più curvato e un’inedita “coda” avvolta da un nuovo paraurti avvolgente: il risultato è un’abitabilità migliore per i passeggeri seduti sul divanetto posteriore (montato qualche centimetro più indietro rispetto alla Uno e dotato di schienale più ampio che avvolge i passaruota) e un sorprendentemente baule da ben 503 litri di capacità, il tutto mantenendo lo stesso passo della Uno.

Inizialmente era disponibile solo con carrozzeria a 2 porte e nei medesimi allestimenti della Uno:

  • S (modello base, motore 1300 cm³ benzina o alcol da 60 CV, cambio a 4 marce con quinta optional);
  • CS (motore 1500 cm³ benzina o alcol da 70 CV, cambio a 5 marce di serie).

Il successo

Fiat Duna

L’auto si rivelò da subito riuscitissima, tanto da vincere nel 1986 il titolo “Auto dell’anno” attribuito dalla rivista brasiliana Auto Esporte.

Nello stesso anno fu affiancata da una variante 3 porte con carrozzeria familiare, dotata di portellone posteriore ed una praticissima soglia di carico a livello col pavimento, la Fiat Elba, in vendita nei medesimi allestimenti. Si venne così a creare la nuova famiglia di auto FIAT che poteva rispondere alle esigenze di ogni cliente, senza distaccarsi dall’originario progetto 146.

Nel 1987 visto il gran successo di vendite, fu introdotto per entrambe l’allestimento CSL (Comfort Super Lusso), inserito come top di gamma:

Fiat Duna

Fu a questo punto che la FIAT, allora guidata da Vittorio Ghidella e sicura del successo di queste vetture in Sudamerica, decise di importare le nuove Prêmio CSL ed Elba CSL in Europa, rivedendone la meccanica secondo le normative fiscali locali per la tassazione dei veicoli a motore.

Il debutto in Italia

Le vetture debuttarono in Italia il 23 gennaio 1987 e vennero rinominate, come per il mercato argentino, in Duna la versione berlina e in Duna Weekend la variante familiare. L’allestimento era unico, basato sul sovracitato CSL brasiliano. Non era disponibile la carrozzeria a 2 porte (o a 3 porte nella versione Weekend) né era possibile scegliere il colore e la trama della tappezzeria che dipendevano unicamente da abbinamenti predefiniti col colore scelto per la vernice.

A inizio 1989 fu eseguito un leggero restyling comune sia alla berlina che alla familiare:

Fiat Duna

Nel frattempo, la Federazione Internazionale dell’Automobile sottopose la Duna ad un durissimo test di affidabilità: 25.000 chilometri, da percorrersi rigorosamente a pieno regime, all’autodromo di Rafaela in Argentina. I tre esemplari testati e i loro equipaggi, assistiti da una squadra di meccanici che per una settimana ha lavorato sostituendo gomme e fluidi ad intervalli regolari, superarono la prova in 170 ore, 44 minuti e 34 secondi, ad una media di 146 km/h e con un consumo medio di 13,31 litri/100 km.[2]

Nonostante tutto nel luglio del 1991, a causa di insoddisfacenti numeri di vendita della versione berlina nel mercato europeo, la Duna e i modelli derivati (ad eccezione del Fiorino) vennero tolti dai listini La produzione continuò invece con successo nel mercato Sudamericano (in Brasile fino al 1994) con nuovi allestimenti e due ulteriori restyling:

Eredità e curiosità

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La Duna berlina in Europa ha raccolto l’eredità della 128, mentre la Weekend ha rimpiazzato la 127 Panorama. Insieme sono state un successo travolgente in Sudamerica tanto da avere a tutt’oggi un’ampia cerchia di utenti affezionati riuniti in vari club,

Il pubblico italiano, al contrario, era all’epoca orientato verso altri modelli FIAT giudicati più pratici (con portellone posteriore) e gradevoli stilisticamente (come la stessa Uno, la Regata e successivamente la Tipo). La sua linea, definita “sgraziata” da alcuni, divenne bersaglio di scherno e satira che finirono col compromettere l’immagine della vettura.

Comunque, per quanto riguarda il mercato europeo, non si può dire che la vettura sia stata un flop, anzi: la versione Weekend in particolar modo registrò un buon successo di vendite anche col nuovo marchio fino alla fine, ben oltre la scomparsa della tre volumi. ( 4set18 )

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