LANCIA BETA Berlina – (1972/1981)

Lancia Beta Berlina

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In giro con una bella 3°serie – Clicca Sopra

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Con il nome Beta s’identifica una gamma di vetture (berlina, berlina Trevi, coupé, HPE, spider, Scorpion e Montecarlo) prodotte dalla Lancia tra il 1972 ed il 1984.

La Beta (codice progettuale iniziale “Y1”) fu la prima autovettura totalmente nuova presentata dalla Lancia dopo l’acquisizione, avvenuta nel 1969, da parte di Fiat.

Il contesto

 

A parte i motori, i 4 cilindri in linea con distribuzione bialbero Lampredi di origine Fiat (comuni a 124 Sport, 125 e 132, ma comunque modificati da Lancia e costruiti in proprio dapprima nello stabilimento di Borgo san Paolo e poi a Verrone), le Beta potevano contare su componenti tecnici (pianale, sospensioni, trasmissione, ecc.) creati ad hoc:

lancia beta

il progetto fu infatti realizzato interamente dalla ancora esistente “Lancia Spa”, i cui tecnici (già tecnici Lancia in epoca Pesenti, pre-1969) avevano un proprio distaccato reparto in via Caraglio a Torino (reparto poi trasformato nel 1981 in “Lancia Engineering” di Fiat Auto spa e definitivamente chiuso e annesso a quello Fiat nel 1989).

Il discorso sulla “paternità” progettuale Lancia vale per l’intera gamma Beta ad eccezione della versione Montecarlo, che derivava dal progetto X1/20 sviluppato da Pininfarina per la realizzazione di una sportiva a motore centrale e trazione posteriore da vendere inizialmente con marchio Fiat.

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Che la Montecarlo non sia mai transitata presso l’ufficio tecnico Lancia è dimostrato dal fatto che con le altre Beta ha in comune solo il motore Fiat.

Sebbene presentasse una meccanica piuttosto moderna, la Beta mancava di quell’originalità tecnica che aveva caratterizzato le Lancia precedenti. Anche il livello qualitativo delle finiture, benché senz’altro di buon livello, era lontano da quello di realizzazioni precedenti.

La Lancia Beta berlina

Lancia Beta Berlina (1 Serie) 1972–75

Una Lancia Beta 1 serie

La prima Beta a vedere la luce fu la berlina, presentata al pubblico nel corso dell’anno 1972. Caratterizzata da una linea originale (ma non troppo, vista la somiglianza con la Citroën GS del 1970) a due volumi tipo fastback, si dimostrò tutto sommato azzeccata per sostituire a listino la gloriosa Fulvia, pur scatenando le ire dei puristi del marchio che tendevano a vedere nella Beta una sorta di Fiat travestita:

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sia per un gran numero di componenti costruttive e tecnologiche in comune con altri modelli Fiat, sia perché il livello delle finiture fu giudicato non all’altezza della casa (seppure sempre sopra la media delle auto di quel periodo), ma anche per il semplice fatto che la vettura si poneva in controtendenza alla tradizione, dato che abbandonava il classico schema a tre volumi della carrozzeria, sancendo in definitiva un nuovo corso progettuale per la Lancia che ritroveremo nella Gamma e nella Delta.

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Il disegno del corpo esterno della vettura, distinto da una mascherina frontale a doppi fari circolari fu realizzato ad opera di Gianpaolo Boano (figlio di Felice Mario Boano), allora in forza al centro stile Fiat; mentre la meccanica venne sviluppata a partire da una classica impostazione a trazione anteriore (sospensioni a 4 ruote indipendenti, un potente sistema a doppio circuito di freni a disco su tutte le ruote denominato Superduplex “nato in Lancia negli anni sessanta e dapprima installato su Fulvia e Flavia”, cambio a 5 marce e motori FIAT bialbero montati trasversalmente).

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Se le critiche all’estetica e al livello delle finiture non erano del tutto ingiustificate (anche a prescindere dal fatto che i primi esemplari soffrivano di problemi di ruggine precocissima delle carrozzerie per via dell’impiego di acciai sottoposti a tutt’altro che impeccabili trattamenti anticorrosione), quelle ai motori e alla meccanica furono davvero ingenerose. I brillanti ed elastici propulsori bialbero di origine 124 Sport, con teste e curve di coppia differenti dalle versioni Fiat, garantivano per l’appunto ottime prestazioni su strada. E la meccanica era stata progettata specificamente per la Beta (le Fiat di quel segmento, vale a dire le “124” e le “132”, erano state concepite con la trazione posteriore, il motore longitudinale ed il retrotreno a ponte rigido).

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Il profilo di una Lancia Beta Berlina 2° serie

La Beta, in più, utilizzava oltre che la trazione anteriore, 4 sospensioni indipendenti e al retrotreno un inedito schema di sospensione McPherson che adottava due bracci oscillanti disposti a triangolo in luogo di un unico braccio (soluzione ripresa successivamente su: Gamma, Delta, Thema e, con opportuni aggiornamenti, sulle più recenti K, Alfa Romeo 156, 147 e GT).

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La Beta berlina aveva poi molti pregi: era spaziosa (grazie al passo di 254 cm), confortevole e garantiva ottimi rendimenti nella tenuta di strada.

Al momento del lancio erano disponibili 3 motorizzazioni (1438 cm³ da 90 CV, 1592 cm³ da 100 CV e 1756 cm³ da 110 CV) e 2 allestimenti (standard e LX, quest’ultimo abbinabile alle sole versioni di 1,6 e 1,8 litri). Rispetto alle versioni base, le LX avevano una dotazione lievemente più ricca (vetri atermici, cerchi in lega leggera, servosterzo) e una mascherina anteriore cromata specifica.

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Frontale e calandra di una Lancia Beta Berlina 2° serie

Nel 1975 la Beta venne sottoposta ad un sostanziale intervento di restyling in collaborazione con la carrozzeria Pininfarina. La mascherina frontale divenne cromata su tutte le versioni (così da conferire all’auto un certo tono di rappresentanza) e dotata di nuovi fari rettangolari coperti da una carenatura in plexiglas. Anche la coda subì delle modifiche, tra cui l’ampliamento del lunotto e il ridisegno del cofano posteriore, che comportò lo spostamento delle griglie di sfogo dell’aria viziata dell’abitacolo ai margini del terzo vetro laterale (prima erano ai bordi del lunotto).

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Lancia Beta Berlina – Plancia della seconda serie

Il parabrezza fu dotato di una fascia anti abbagliamento e gli allestimenti interni furono anch’essi lievemente rivisitati. Il volante venne modificato, così come i pannelli porta e plancia. Altre modifiche di rilievo riguardarono la diversa disposizione dei gruppi ottici posteriori e l’applicazione di una fascia d’alluminio satinato alla base del cofano posteriore.

Dal punto di vista tecnico la modifica principale riguardò l’incremento di cilindrata della versione da 1756 a 1995 cm³. La potenza fu elevata da 110 a 119 CV. Anche il 1600 fu oggetto di alcuni aggiornamenti che portarono a un lieve decremento (da 1592 a 1585 cm³) della cilindrata, ma facendo rimanere invariata la potenza a 100 CV. Invariato il 1300.

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L’ultimo restyling, avvenuto nel 1979, fu il più sostanzioso. Il frontale venne ridisegnato, con nuovi fari rettangolari, indicatori di direzione spostati ai lati (prima erano nei paraurti) dei gruppi ottici principali e mascherina simile a quella della Delta, presentata nello stesso anno. La fiancata beneficiò poi di un profilo in gomma più spesso (sempre con bordo cromato) e i gocciolatoi allungati nella parte finale. La coda tornò con la disposizione dei gruppi ottici della prima serie e a completare il nuovo lifting estetico furono adottati nuovi paraurti (sempre in metallo con protezione perimetrale in gomma) più spessi ed avvolgenti.

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Lancia Beta Berlina – Plancia della terza serie

Anche gli allestimenti interni vennero rivisitati, con l’introduzione di una nuova plancia comandi disegnata da Mario Bellini e dallo stesso definita “a gruviera”, per via del fatto che gli strumenti erano alloggiati in “buchi” ricavati nel corpo principale realizzato in un unico blocco di poliuretano.
Tuttavia, il massiccio impiego di plastica e di tessuti meno raffinati diede l’impressione di uno scadimento generale del livello di finitura e fu oggetto al contempo di molte critiche.

Per quanto riguarda il profilo tecnico, dalla gamma venne eliminata la versione 1300, mentre la 2000 vide le propria potenza scendere a 115 CV a causa di una serie di interventi al suo motore volti a ridurre i consumi e a migliorarne l’elasticità.

Successivamente venne infine introdotta l’alimentazione a iniezione elettronica sul propulsore 2 litri (che raggiungeva così 122 CV di potenza massima).

Il costo della versione del 1974 nella cilindrata 1400 era di Lire 2.632.000 su strada.  La Beta berlina uscì di listino nel 1981. 

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Testo tratto e modificato: http://it.wikipedia.org/wiki/Lancia_Beta



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