CITROEN AMI 8 – (1969/1979) – Francia

Citroen Ami 8

Citroen Ami 8

Il “rombo” di una Citroen Ami 8 – Clicca Sopra

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La Ami 8 è un’autovettura di fascia medio-bassa prodotta dalla Citroën tra il 1969 ed il 1979. È stata un’evoluzione della Ami 6 di cui prese il posto nel listino della casa francese.

Citroen Ami 8 – Storia

Citroen Ami 8

Nel 1968 la Renault, da sempre una delle principali concorrenti della Citroën, lanciò la R6, una derivata più grande e confortevole della R4. Il nuovo modello Renault si poneva in diretta concorrenza con la Dyane, che con criterio analogo Citroën aveva derivato della 2CV. Similmente, la Casa del “double chevron” decise in quella seconda metà del decennio di rivedere ed aggiornare la sua Ami 6, che occupava un livello superiore rispetto alla coppia 2CV/Dyane, che stava mostrando la sua anzianità di progetto con cali consistenti nelle vendite.

Citroen Ami 8

La genesi della sostituta della Ami 6 fu in realtà piuttosto rapida in quanto, come si è già detto, si sarebbe trattato solo di rivisitare il modello già esistente per renderlo ancor più pratico e fruibile. Il reparto design, mise mano all’ultima fatica di Flaminio Bertoni (scomparso da pochi anni, nel 1964) con l’idea di ridisegnare specialmente la parte posteriore della vettura, e ciò nonostante il parere ostile de presidente Pierre Bercot, il quale ha sempre manifestato una grande avversità verso le vetture con portellone posteriore perché gli ricordavano troppo un mezzo commerciale.

Citroen Ami 8

D’altro canto proprio in quel periodo stavano cominciando a diffondersi i primi modelli con portellone, basti pensare alla Simca 1100 e all’Autobianchi Primula, mentre la Renault stava estendendo tale concetto anche a fasce di mercato superiori con l’introduzione della Renault 16. Insomma, i tempi erano cambiati e la gente stava cominciando ad orientarsi maggiormente verso l’aspetto pratico di un’auto, come peraltro testimoniò anche l’impennata di vendite della Ami 6 nel momento in cui, nell’agosto del 1964, fu lanciata la versione Break.

In ogni caso, per non turbare troppo gli animi del presidente Bercot, Opron evitò di dotare la Ami 8 di un vero portellone, e si limitò ad un semplice sportello incernierato alla base del lunotto.

Citroen Ami 8

Debutto

Il debutto della nuova vettura, denominata Citroen Ami 8 per stabilire un filo conduttore che la legasse alla precedente Ami 6, fu organizzato su più livelli: si cominciò nel febbraio del 1969 con il solleticare la curiosità del pubblico affiggendo in tutta la Francia manifesti con giochi di parole che introducevano alla vettura, ma senza svelarla. L’11 marzo dello stesso anno vi furono due eventi: da un lato la presentazione ufficiale della Ami 8al Salone di Ginevra e dall’altro la riunione tenuta dai vertici Citroën a Lione, in cui la vettura fu presentata ai concessionari presenti sul territorio francese. Nei giorni tra il 12 ed il 15 marzo, i manifesti del mese precedente vennero sostituiti da altri in cui la vettura definitiva fu finalmente svelata. A partire dal 17 marzo, cominciarono le campagne pubblicitarie radiofoniche ed anche le prime comparse negli spazi pubblicitari di alcuni quotidiani.

Design esterno ed interno

Pur avendo la Casa del “double chevron” cercato di dissimulare la parentela tecnica e stilistica con il modello precedente, la Citroen Ami 8 fu di fatto una versione riveduta e corretta della Ami 6.

Citroen Ami 8

Le novità stilistiche non furono comunque poche: la più evidente era riscontrabile nella zona posteriore della carrozzeria, dove la precedente ed anticonformista coda dal montante rovesciato fu sostituita da una coda di tipo fastback, più pratica e meno trasgressiva.

La Ami 8, però, montava ancora uno sportello che non inglobava il lunotto. Nella parte posteriore, anche il montante assunse un andamento di tipo più convenzionale, che contribuì ad accrescere la capacità del bagagliaio. I fari posteriori erano di nuovo disegno, quadrangolari e di piccole dimensioni. I paraurti, sia anteriori che posteriori, erano provvisti di rostri ricoperti in gomma.

Citroen Ami 8

Il frontale, sebbene fosse a prima vista quasi immutato, in realtà sfoggiava una nuova calandra trapezoidale ed un nuovo cofano motore in cui la famosa concavità presente nella Ami 6 è stata accentuata per rendere più gradevole e meno tormentato il disegno della zona anteriore.

La vista laterale della Ami 8 evidenziava anch’essa una novità, che non stava semplicemente nel fatto di apprezzare meglio il disegno della coda, bensì nella sua superficie vetrata laterale, passata da due a tre finestrini, per un totale di otto, se si comprendono anche lunotto e parabrezza. Due finestrini in più, quindi, una soluzione destinata a conferire maggior luminosità all’abitacolo e a favorire la visibilità in manovra.

Citroen Ami 8

L’abitacolo della Ami 8 era più grande specialmente nella zona posteriore, e non mancavano neppure qui alcune novità: il posto guida, ad esempio, vide un nuovo cruscotto ed una nuova plancia, maggiormente imbottiti per attutire le conseguenze di un urto. Il volante era invece lo stesso della Ami 6, ma i pannelli porta, il cruscotto ed i sedili furono anch’essi di nuovo disegno.

Tecnica

Strutturalmente, la Ami 8 riprende le soluzioni già viste nella Ami 6, e quindi si ritrova il telaio a pianale su cui veniva imbullonata la carrozzeria. Anche il comparto sospensioni riprese le geometrie tipiche delle ultime Ami 6, vale a dire con ruote indipendenti, molle elicoidali, molloni orizzontali di compensazione, ammortizzatori anteriori idraulici telescopici, ammortizzatori posteriori ad inerzia e barra antirollio all’avantreno. Rimasero quindi immutate le eccezionali doti di tenuta della strada che già avevano convinto oltre un milione di clienti della Ami 6.

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Invariato anche l’impianto frenante a quattro tamburi, di cui quelli anteriori erano entrobordo, all’uscita del differenziale, mentre quelli posteriori erano fissati sui mozzi ruota. Lo sterzo era anch’esso mutuato dalla Ami 6, ma era più demoltiplicato ed il piantone dello sterzo aveva un’inclinazione diversa.

Identico anche il motore, lo stesso bicilindrico boxer raffreddato ad aria con testate in lega di alluminio, distribuzione a valvole in testa, cilindrata di 602 cm3 e potenza massima di 35 CV SAE (o 32 CV DIN).

Il cambio previsto era manuale a 4 marce, con frizione monodisco a secco, anche in questo caso lo stesso della Ami 6.

Citroen Ami 8

Al suo debutto, la Ami 8 fu proposta in due varianti di allestimento, Confort e Club. Quest’ultimo, che era l’allestimento di punta, comprendeva nella dotazione anche i sedili anteriori reclinabili e rivestiti in tessuto e skai, pavimento rivestito in moquette e cornici dei finestrini cromate. Le Ami 8 dei primi anni non avevano il classico stemma del “double chevron” sulla calandra.

Nel settembre del 1969, sei mesi dopo il lancio, la gamma si arricchì con la Ami 8 Break, che sostituì la versione giardinetta dalla Ami 6.

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Contemporaneamente, anche la Ami 6 Service, cioè la Break destinata ad un utilizzo commerciale, venne sostituita dalla Ami 8 Service.

Alla fine del 1977 furono solo 31.997 le Ami 8 vendute: la vettura aveva fatto il suo tempo ed era arrivato il momento di sostituirla: nel luglio del 1978 fu tolta di produzione e tre mesi dopo venne introdotta al suo posto la Citroën Visa. La Ami 8 Break le sopravvisse di un anno, fino al mese di settembre del 1979.

In tutto sono state prodotte 800.775 Citroen Ami 8, di cui 44.820 Super.

Citroen ami 8

Testo e spunti tratti da: https://it.wikipedia.org/wiki/Citroën_Ami_8

Articolo in collaborazione con : http://curiosando708090.altervista.org



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One thought on “ 
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  1. Trovo la Ami 8 Break semplicemente fantastica! Un concentrato di razionalità, semplicità e funzionalità che fanno parte di un’epoca in cui il mondo era pieno di colori.
    Oggi si viaggia sulle super auto. Un concentrato di tecnologia che ci fa vedere il mondo in bianco e nero.

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